Il mio mondo alla fine del mondo.

Il mio mondo alla fine del mondo.

Non sono il tipo di persona da cui potresti essere confortato, non sono fatta per le romanticherie, dico cretinate in continuazione solo per farti ridere, e quando sto in silenzio per me non c’è nessuno. Penso troppo, alcuni dicono che è un male, ma a me va bene così. Vedo la vita a colori differenti, ci sono cose che dico, cose che faccio nell’ordinario che gli altri non capiscono, ma che mi rappresentano. Cambio spesso idea, non perché sia indecisa, ma perché ho imparato che le cose, a volte, hanno diverse sfumature. Ho paura di morire, ma non della morte in sé, solo di non aver vissuto come avrei voluto. Maledico il fumo con una sigaretta in bocca, cerco me stessa negli altri e trovo gli altri in me stessa. Sono sempre io, ma non stupirti se mi troverai diversa.

Due.

Pensieri immobili

Quante volte vi è capitato di sdraiarvi sul letto e spegnervi? Non intendo il semplice rilassarsi, intendo proprio staccare la corrente e rimanere al buio. Che metafora banale, ma sostanzialmente è così. Notti senza sogni, sguardi fissi e persi con la mente vuota, un rilento andare avanti come in un disco rotto. La routine dell’agonia.
In quei momenti svanisce tutto, quello che sei stato, quello che vorresti essere, rimane solo l’immagine distorta di un pensiero immobile e muto, così silenzioso da essere assordante.
E questa decadenza è un confine.
Immaginate la vostra mente come se fosse uno spazio a due dimensioni: i pensieri, i sentimenti viaggiano liberamente all’interno di esso, ma senza potersene sollevare o immergere. Niente è visibile per noi, né può esserlo, tranne che delle linee rette. Non siamo in grado di vedere in misura tale da poter distinguere un sentimento da un altro, ma con il tempo impariamo a riconoscerli grazie ad altri fattori secondari (le lacrime, ad esempio). Durante tutto l’arco della nostra vita compiamo un viaggio continuo in questo spazio che, tuttavia, presenta dei limiti ben contrassegnati e quasi impossibili da valicare.
A volte, e solo in condizioni estreme, tocchiamo quei limiti. Quando succede, raramente riusciamo a riconoscerli a primo impatto, e ci sbattiamo contro con talmente tanta forza da rimanere storditi. Questo stordimento permane finché non ci allontaniamo nuovamente, o finché, in rari casi, non superiamo il Limite. Superarlo significa lasciarsi indietro, significa perdersi senza una possibilità di tornare.
Avvicinarsi a quel confine implica allontanarsi dal centro, il centro di ogni cosa, di noi stessi. Lì nessun sogno ci seguirà per salvarci, nessun pensiero ci cercherà, nessun sentimento ci tenderà una mano amica.
Chi ha conosciuto il Limite spesso fatica a descriverlo. Spesso si presenta a noi come il ricordo di una vita fantasma, di un’esistenza superflua.
Forse è meglio dimenticare, ma lo scrivo ora per non perdere questo ultimo pensiero.
Fa freddo.

“Impara a trovare risposte nel silenzio, a cercare il dolore negli sguardi e a l’amore nei piccoli gesti. Le parole sono superflue, servono solo a raccontare.”

—   collyn13 (via collyn13)
comelacrimealvento:

Ma quanto bella puoi essere, cazzo

Grazie mille c:

comelacrimealvento:

Ma quanto bella puoi essere, cazzo

Grazie mille c:

(Source: collyn13)

“Alcune cose fanno così male che semplicemente ci rifiutiamo di sentirle.”

—   collyn13

“Ti diranno che andrà tutto bene, ma non ti diranno come. Ti diranno che passerà, che farà meno male, e tu ci crederai. Ti parleranno di quanto sei forte mentre stai cadendo a pezzi. Ti spiegheranno la vita, e i suoi spaventosi e incostanti cambiamenti di rotta, ti racconteranno belle storie e piangeranno con te come se capissero. Ti parleranno di quanto faccia male come se lo sapessero sul serio. Ti diranno “Mi dispiace” con la voce rotta della più dolce finzione, ti guarderanno mentre crolli a terra senza mai cercare di tirarti su, e tutto ciò che ti rimarrà saranno le tue speranze tremolanti e i cocci taglienti di una felicità che speravi potesse durare per sempre.
E rimarrai così, con in mano le schegge di un amore sbiadito, e sulle dita le cicatrici di quando stringevi forte i pugni nell’illusione che quei pezzi, in qualche modo, potessero riaggiustarsi.”

—   collyn13

“Riesco a sentirti solo attraverso la tua assenza, e questo è ciò che fa più male. Non posso amarti, quindi ti lascio esistere.”

—   collyn13

lonely-swallow said: sei strabellissima🌸

E tu sei stragentilissima, grazie c:

Anonymous said: sei tu che suoni i brani nella tua playlist?

Eh, magari! Purtroppo no, mi spiace :c

Anonymous said: Ho il ciclo T.T

Anche io

“E ti dedicherò i miei sguardi
in silenzio,
per tutte quelle parole
che non potrò mai dirti.”

—   collyn13