Il mio mondo alla fine del mondo.

Il mio mondo alla fine del mondo.

Non sono il tipo di persona da cui potresti essere confortato, non sono fatta per le romanticherie, dico cretinate in continuazione solo per farti ridere, e quando sto in silenzio per me non c’è nessuno. Penso troppo, alcuni dicono che è un male, ma a me va bene così. Vedo la vita a colori differenti, ci sono cose che dico, cose che faccio nell’ordinario che gli altri non capiscono, ma che mi rappresentano. Cambio spesso idea, non perché sia indecisa, ma perché ho imparato che le cose, a volte, hanno diverse sfumature. Ho paura di morire, ma non della morte in sé, solo di non aver vissuto come avrei voluto. Maledico il fumo con una sigaretta in bocca, cerco me stessa negli altri e trovo gli altri in me stessa. Sono sempre io, ma non stupirti se mi troverai diversa.

Due.

“Riesco a sentirti solo attraverso la tua assenza, e questo è ciò che fa più male. Non posso amarti, quindi ti lascio esistere.”

—   collyn13

lonely-swallow said: sei strabellissima🌸

E tu sei stragentilissima, grazie c:

Anonymous said: sei tu che suoni i brani nella tua playlist?

Eh, magari! Purtroppo no, mi spiace :c

Anonymous said: Ho il ciclo T.T

Anche io

(Source: collyn13)

“E ti dedicherò i miei sguardi
in silenzio,
per tutte quelle parole
che non potrò mai dirti.”

—   collyn13

Anonymous said: Sto per uccidermi

Perché? Perché vuoi farlo? Perché lo scrivi a me? Perché vuoi addossarmi il peso di una tua decisione? Vorrei farti così tante domande in questo momento. Potrei chiederti se mi stai prendendo per il culo, cosa stai cercando, cosa vuoi lasciare. E, ti dico la verità, ho sul serio pensato che stessi cercando attenzioni, o una consolazione per qualcosa che non conosco e che comunque non saprei darti. Il fatto è che io non so chi tu sia, non so se le tue parole siano vere, non so nulla. Ho solo questa riga scritta da un anonimo. E io, in sostanza, sto scrivendo a te, persona sconosciuta, che non so cosa dirti. Che, in un modo o nell’altro, mi stai mostrando una crepa senza però darmi la possibilità di ripararla. Quindi ora la mia domanda è questa: cosa stavi cercando da me?

“Continuiamo così, la vista annebbiata e le tasche piene di esperienza.”

—   collyn13

“Non è vero che le cose passano.
Non passano mai.
Sei tu che, ad un certo punto, gli passi davanti, sorridendo.”

“Abbiamo cambiato così spesso strada che non ci ricordiamo come tornare a casa, e abbiamo urlato così forte durante la notte che non abbiamo più la forza di parlare.”

—   collyn13

“Era l’una di notte, eravamo seduti in cerchio, davanti a ciò che rimaneva del fuoco. Guardavo i miei amici, i loro visi illuminati dalla luna e dall’unica fonte di luce di fronte a noi, ormai in prossimità di spegnersi del tutto. Guardare i loro visi era come osservare una tela, i colori mischiati e confusi tra loro, gli sguardi attenti e persi in loro stessi. Ma, vi giuro, non ho mai visto tanta luce come in tutta quella desolazione.
Vidi Jake trascinarsi vicino ai piedi una cassa contenente quasi due dozzine di bottiglie di birra e una di super alcolico -È ora il momento, signori e signore, della sbronza di fine estate! Chi è con me?-
Charlie sorrise sghembo e si avvicinò la cassa, prendendo due bottiglie e facendo saltare il tappo ad entrambe, porgendomene una che io rifiutai.
-È proprio quello che ci voleva!- annunciò inclinando la bottiglia verso Jake e poi bevendo il primo sorso. Grace sorrise e si prese la cassa, aprendo la bottiglia di vodka.
-Io proporrei di cacciarti dal nostro gruppo di simil-alcolisti anonimi,- disse rivolgendosi a me -e anche tu, Jake, questo rifornimento fa davvero schifo!- si lamentò, allontanando Alex che stava cercando di strapparle la bottiglia dalle mani.
-Non è colpa mia se mio fratello fa lo stronzo e non mi compra quello che gli chiedo!- esordì Jake afferrando altre birre e lanciandole ai ragazzi che rimanevano senza.
-Mi dispiace ma questa volta sei praticamente costretta a bere- mi riprese Charlie passandomi nuovamente la birra, che io allontanai con una smorfia.
-Sai che non mi piace l’alcol- risposi, scuotendo la testa e circondandomi con le braccia cercando di trasmettermi un po’ di calore.
Jake rise, prendendo la bottiglia di vodka e concedendosi un lungo sorso -Questo non è semplice alcol, questa è felicità in bottiglia-
-Ma iniziate a bere all’una di notte?- chiesi sorpresa, guardando il cellulare.
-La notte è giovane bambina, non c’è orario preciso per scordarsi di sé stessi!- rise Michael posizionando la birra al centro e facendo scontrare il vetro con quello degli altri.
Era così? Tutti la pensavano così? Bere per il piacere di farlo, per scordarsi di quello che erano? Una cosa era certa: io non lo volevo, io non volevo perdermi, o almeno non volevo velocizzare quel processo.”

—   collyn13